Misure anti COVID-19 in Slovenia

Divieto temporaneo di offerta e vendita di beni e servizi

Credits RAI

Nella sessione del 12 novembre 2020, il governo sloveno ha adottato un nuovo decreto sul divieto temporaneo di offrire e vendere beni e servizi ai consumatori nella Repubblica di Slovenia in relazione al contenimento e alla gestione dell’epidemia di COVID 19, in vigore dal 16 novembre 2020.

Art. 1

Al fine di limitare gli spostamenti della popolazione e al fine di contenere e controllare l’epidemia di COVID-19, il presente decreto vieta temporaneamente l’offerta e la vendita di beni e servizi direttamente ai consumatori nel territorio della Repubblica di Slovenia..

Art. 2

(1) In deroga all’articolo precedente, il divieto di offrire e vendere beni e servizi ai consumatori non si applica a:

– negozi che vendono principalmente prodotti alimentari, per la cura della persona e per la pulizia, compresa la vendita di prodotti agricoli in azienda, ad eccezione della vendita di abbigliamento, calzature e articoli tecnici in questi negozi,

– farmacie,

– negozi di forniture mediche e ortopediche,

– mercati,

– negozi agricoli,

– stazioni di servizio,

– banche e servizi assicurativi,

– servizi postali,

– servizi di consegna,

– officine di servizio in cui vengono eseguiti servizi di riparazione e manutenzione di autoveicoli e biciclette (gommista, officina meccanica, officine di verniciatura o carrozzeria, officine di riparazione biciclette),

– servizi di spazzacamino, a condizione che nel locale in cui si effettuano i servizi di spazzacamino sia presente un solo appaltatore, o se ciò non fosse possibile, nel locale possono essere presenti il fornitore del servizio e una persona che è utilizzatrice del piccolo impianto di combustione; non è consentita l’erogazione del servizio di spazzacamino nei locali in cui è installato un piccolo apparecchio a combustione, che non può essere ventilato dopo l’erogazione del servizio.,

– lavori di costruzione in o su cantieri disabitati, la cui esecuzione garantisce l’assenza di contatto con i clienti,

– edicole e chioschi per la vendita di giornali e riviste,

– ritiro personale di merci o alimenti presso punti di raccolta dove è assicurato il minimo contatto con i consumatori, tra le 6:00 e le 21:00;

non è però consentito il consumo di cibi e bevande nelle aree pubbliche,

– altri servizi sanitari e di sicurezza di emergenza.

(2) In deroga all’articolo precedente, l’offerta e la vendita a distanza di beni e servizi ai consumatori, come regolata dalla legge che disciplina la tutela dei consumatori, è esente da queste limitazioni.

(3) Nonostante le misure specificate in altri decreti adottati dal Governo della Repubblica di Slovenia ai fini del contenimento e del controllo dell’epidemia di COVID-19, è consentito senza limiti di tempo:

– svolgere attività di preparazione di cibi e bevande in caso di consegna,

– svolgere attività di preparazione e servizio di cibi e bevande in organizzazioni che svolgono attività di ristorazione per i propri dipendenti o protetti.

(4) In deroga all’articolo precedente, sono esentate anche tutte le forme di offerta e vendita di beni e servizi ai consumatori, che sono elencate come eccezione in altre ordinanze adottate dal governo della Repubblica di Slovenia ai fini del contenimento e del controllo dell’epidemia COVID-19.

(5) Il numero di persone in spazi pubblici chiusi in cui si svolge l’attività di offerta e vendita di beni e servizi ai consumatori è limitato a 30 mq per singolo cliente oppure ad un cliente se i locali commerciali sono inferiori a 30 mq. In caso di mercato aperto, l’attività di offerta e vendita di beni e servizi ai consumatori è limitata a 10 metri quadrati per cliente.

Art. 3

(1) Oltre ad ottemperare alle condizioni di cui al primo comma dell’articolo 4 del presente decreto, i centri commerciali devono:

– prevedere 30 mq per singolo cliente nell’intero centro commerciale, tenendo conto del quinto comma dell’articolo precedente per un singolo punto vendita all’interno del centro commerciale,

– avere ingresso e uscita separati per i clienti.

(2) Il gestore del centro commerciale o il responsabile di un singolo punto vendita all’interno del centro commerciale assicura il rispetto delle condizioni di cui al comma precedente.

Art. 4

(1) L’offerta e la vendita di beni e servizi ai consumatori è consentita solo a condizione che venga assicurato:

– contatto minimo possibile con i consumatori in conformità con le istruzioni adottate dall’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica,

– ventilazione regolare o ventilazione adeguata dei locali in cui si svolge l’attività di offerta e vendita di beni e servizi ai consumatori, e

– disinfezione delle mani per il cliente prima di entrare ed uscire dai locali dove si svolge l’attività di offerta e vendita di beni e servizi ai consumatori.

(2) Nello svolgimento delle attività di cui all’articolo 2 del presente decreto e all’articolo precedente, si terrà conto di tutte le raccomandazioni igieniche del ministero responsabile della salute e dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica per la prevenzione dell’infezione da virus SARS-CoV-2, pubblicate sul sito web del ministero e dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica.

(3) È responsabilità dei datori di lavoro fornire ai dipendenti dispositivi di protezione e garantire il rispetto delle condizioni di cui al primo comma del presente articolo e delle istruzioni di cui al paragrafo precedente.

(4) Il fornitore di beni e servizi garantisce l’osservanza delle istruzioni di cui al quinto comma dell’articolo 2 del presente decreto.

(5) Nell’effettuare le ispezioni, l’ispettore competente ha il diritto e il dovere di limitare o vietare la circolazione di determinati tipi di merci e prodotti e di vietare lo svolgimento delle attività.

Art. 5

Il Governo della Repubblica di Slovenia determina ogni sette giorni la necessità delle misure di cui al presente decreto e, tenendo conto delle indicazioni di tipo scientifico, decide che tali misure continuano ad applicare, modificare o abolire le misure e informarne l’Assemblea nazionale e il pubblico.

Il passaggio del confine tra Slovenia e Italia

vir/fonte: Il Piccolo

Nella sessione del 12 novembre 2020 sul contenimento e il controllo dell’epidemia di COVID 19, il governo sloveno ha anche adottato un nuovo decreto che modifica l’ordinanza sull’ordinanza e l’attuazione di misure per prevenire la diffusione della malattia infettiva COVID-19 ai valichi di frontiera e ai posti di blocco delle frontiere interne Della Repubblica di Slovenia, valida dal 16 novembre 2020.

Da lunedì 16 ottobre l’attraversamento del confine tra Slovenia e Italia non è più possibile per coloro che non appartengono a nessuno dei gruppi di 15 eccezioni all’articolo 10 del decreto governativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Slovenia il 24 ottobre.

L’ingresso è possibile per le seguenti eccezioni:

1. lavoratori migranti transfrontaliero giornalieri o settimanali che hanno un rapporto di lavoro in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in un’altra area Schengen, a fronte di prove o dichiarazioni relative alla ragione per l’attraversamento del confine come lavoratore migrante giornaliero e che ritorna entro 14 ore dall’attraversamento del confine;

2. persona distaccata per o dallo svolgimento di compiti nel settore dei trasporti internazionali che al momento dell’attraversamento del confine lo dimostra con il “Certificato per i lavoratori nel settore dei trasporti internazionali” dall’allegato 3 alla Comunicazione della Commissione sull’attuazione delle corsie verdi in merito alle isure per la gestione dei confini in funzione della tutela della salute e la garanzia della disponibilità di beni e servizi essenziali (GU C 96 del 24.3.20, pag.1) o qualsiasi altro documento pertinente che indichi che è stato distaccato dal datore di lavoro;

3. persona che effettua il trasporto di merci o persone verso la Repubblica di Slovenia o dalla Repubblica di Slovenia nel trasporto commerciale e per il trasporto di merci e passeggeri in transito e lascia la Repubblica di Slovenia entro 12 ore dall’attraversamento del confine;

4. persona che viaggia in transito attraverso la Repubblica di Slovenia e che lascia la Repubblica di Slovenia entro 12 ore dall’ingresso;

5. persone con passaporto diplomatico;

6. membro di una delegazione ufficiale straniera che arriva nella Repubblica di Slovenia sulla base di un certificato o invito ufficiale dell’autorità statale competente, o membro di una delegazione ufficiale della Repubblica di Slovenia di ritorno dall’estero

7. rappresentante di un ente di sicurezza estero (polizia o giustizia) che svolge un compito ufficiale e lascia la Repubblica di Slovenia il prima possibile dopo lo svolgimento dell’incarico;

8. membro delle forze armate slovene, della polizia o dipendente di un ente statale di ritorno da un incarico di lavoro all’estero, o dipendente di enti statali in viaggio di servizio all’estero;

9. persona che attraversa il confine (quotidianamente o occasionalmente) a causa del coinvolgimento nell’istruzione o nella ricerca scientifica nella Repubblica di Slovenia o all’estero e lo dimostra con prove adeguate, e i suoi genitori o altre persone che li trasportano e ritornano attraverso il confine entro 24 ore attraversamento della frontiera;

10. persona che attraversa il confine per motivi di lavoro urgenti e lo dimostra con prove adeguate e ritorna attraverso il confine nel più breve tempo necessario per svolgere il compito, ma non più di 12 ore dopo aver attraversato il confine;

11. persona che è stata trasportata nella Repubblica di Slovenia con un’ambulanza e il personale medico di accompagnamento;

12. persona che possiede la prova di una visita o di un intervento medico di emergenza pianificato in uno Stato membro dell’Unione europea o nell’area Schengen e ritorna attraverso il confine immediatamente dopo il completamento della visita o dell’intervento medico o non appena le sue condizioni mediche lo consentono;

13. proprietario di terreni oltreconfine, o affittuario di terreni nella zona di confine, o su entrambi i lati del confine di Stato, che attraversa il confine di Stato con un paese confinante allo scopo di eseguire lavori agricolo-forestali;

14. persona che attraversa il confine per motivi familiari verso un altro paese membro dellUnione Europea o dell’area Schengen per mantenere i contatti con i parenti più stretti e ritorna attraverso il confine entro 72 ore dall’attraversamento del confine;

15. una persona di età inferiore ai 14 anni che attraversa il confine insieme a un parente stretto che ha superato un test negativo per la presenza di SARS-CoV-2 (COVID-19).

Come noto, la Slovenia ha istituito punti di controllo sui collegamenti stradali nella zona di confine con la Repubblica italiana, che sono i seguenti: 1. Vrtojba – St. Andrea, 2. Fernetiči – Fernetti, 3. Škofije – Rabuiese, 4. Krvavi potok – Pese.

Solo i cittadini della Repubblica di Slovenia e della Repubblica italiana possono attraversare il confine di Stato al di fuori dei punti di controllo. Anche i cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea o dell’area Schengen che risiedono nelle unità amministrative della Repubblica italiana al confine con la Repubblica di Slovenia possono attraversare il confine di Stato al di fuori dei punti di controllo.

Divieto di assembramento

Nella sessione del 12 novembre 2020, il governo ha inoltre adottato un’ordinanza che modifica l’ordinanza sulla restrizione parziale temporanea dei movimenti delle persone e la restrizione o il divieto di assembramenti per prevenire le infezioni da SARS-CoV-2, in vigore dal 13 novembre 2020. Le nuove regole sono le seguenti:

Art. 1

(1) Questo decreto limita o vieta temporaneamente l’assembramento di persone nella Repubblica di Slovenia a causa del contenimento e del controllo della malattia infettiva COVID-19.

(2) La transizione tra regioni statistiche è temporaneamente limitata, salvo diversa disposizione del presente decreto.

(3) La circolazione delle persone tra le 21:00 e le 06:00 è limitata, fatto salvo per i seguenti casi:

1. eliminare una minaccia imminente per la salute, la vita e la proprietà,

2. arrivo e partenza per lavoro e svolgimento di mansioni lavorative urgenti,

3. accesso e fornitura di servizi di emergenza.

(4) Il presente decreto non si applica alle attività svolte per garantire l’adempimento dei compiti dello Stato, delle comunità locali di autogoverno e dei servizi pubblici.

Art. 2

(1) L’assembramento di persone è temporaneamente vietato.

(2) Tutti gli eventi, raduni, celebrazioni, celebrazioni, matrimoni e cerimonie religiose sono temporaneamente vietati.

(3) In deroga a quanto disposto dal primo comma del presente articolo, il raduno di persone è consentito per un gruppo di persone nel caso di familiari stretti o componenti dello stesso nucleo familiare, fatte salve le restrizioni e i divieti previsti dal presente decreto.

(4) In deroga al secondo comma del presente articolo, il Ministro responsabile del lavoro, della famiglia, degli affari sociali e delle pari opportunità può autorizzare matrimoni e unioni.

Art. 3

Quando si radunano persone come previsto da questo decreto, al fine di prevenire l’infezione con il virus SARS-CoV-2, devono essere prese in considerazione tutte le istruzioni o le raccomandazioni igieniche dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica, che sono pubblicate sul sito web dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica.

Art. 4

Fermo restando quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 1 del presente decreto, il passaggio tra regioni statistiche di cui al secondo comma dell’articolo 1 del presente decreto è consentito alle persone fisiche, indipendentemente da quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 1 del presente decreto, nei seguenti casi:

1. arrivo e partenza per lavoro e svolgimento delle mansioni lavorative,

2. svolgimento attività economiche, agricole e forestali,

3. eliminazione del pericolo imminente per la salute, la vita e la proprietà,

4. protezione e assistenza alle persone bisognose di sostegno o per la cura o l’assistenza infermieristica dei familiari,

5. accesso a farmacie, servizi sanitari e igienico-sanitari e cure termali,

6. accesso alle missioni diplomatiche e consolari estere,

7. accesso ai servizi di emergenza,

8. accesso allo svolgimento dei compiti connessi al funzionamento delle autorità giudiziarie, amministrative e di contrasto,

9. accesso ai servizi per persone con disabilità,

10. svolgimento lavori di manutenzione o lavori stagionali su una struttura privata o su un terreno per i membri dello stesso nucleo familiare.

Art. 5

(1) Una persona è considerata residente nella regione statistica di cui all’articolo 1, secondo comma del presente decreto, se ha la residenza permanente o temporanea in un comune di tale regione statistica.

(2) Se una persona fisica ha la residenza permanente o temporanea nella regione statistica di cui all’articolo 1, secondo comma, del presente decreto, può essere ospitata presso un solo indirizzo di residenza e non può spostarsi tra le due residenze.

(3) A prescindere dalla disposizione del primo comma dell’articolo 2 del presente decreto, una o più persone appartenenti allo stesso nucleo familiare possono, tenendo conto delle raccomandazioni dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica, svolgere tali attività sportive e ricreative nella regione statistica di residenza, mantenendo una distanza di sicurezza dagli altri individui.

Art. 6

Il Governo della Repubblica di Slovenia determina ogni sette giorni la necessità delle misure di cui al presente decreto e, tenendo conto delle indicazioni di tipo scientifico, decide che tali misure continuano ad applicare, modificare o abolire le misure e informarne l’Assemblea nazionale e il pubblico.

ALLEGATI